Leverà pure il medico di torno, ma una mela può rappresentare un

Dal Policlinico di Milano arriva una nuova ricerca che quantofica il fenomeno della cross-reattività. Mario Previdi, responsabile della struttura Allergologia ambientale del policlinico di Milano, ha esaminato un campione di 600 pazienti allergici ai pollini, oltre il 50% è sensibilizzato al polline di betulacee (betulla e ontano) e di corilacee (carpino e nocciolo). “Tra questi - precisa Previdi – un il 31%, + soprattutto donne, risultano anche colpiti dalla 'sindrome orale allergica', un prurito-bruciore avvertito sulla lingua e sul palato mentre si mangia un frutto e mostrano sintomi a carico delle mucose orali, talora con abnorme gonfiore delle labbra". Il fatto è che molte verdure o piante da frutto, per difendersi dagli attacchi che ricevono dal mondo esterno (per esempio l'inquinamento dell'aria) usano proteine che hanno una struttura molto simile ai panallergeni presenti nei pollini degli alberi. “E così, chi sviluppa allergia al polline di betulla o di nocciolo, più facilmente si sensibilizzerà anche alle proteine panallergeniche di certa frutta o verdura”. Va detto, inoltre, che è stato osservato che la reazione nei soggetti allergici a più elementi è molto più forte. E così, se una persona soffre al contatto sia con le betulaceae sia alle compositae può avere effetti molto più seri se mangia alimenti.
Molto spesso quest' allergia si manifesta con le mele, ma anche con frutta col seme grande (pesche, albicocche, ciliege, mandorle), frutta con guscio (noci, nocciole, arachidi) e altri vegetali quali carota e finocchio. Queste proteine sono però termolabili: è sufficiente la cottura perchè non siano più attive. Tra le cross-reattività più frequenti quella tra mela e betulla che si osserva nel 30-70 per cento dei pazienti allergici a pollini di betulla. Ma il soggetto allergico alle betulaceae (betulla e ontano) oltre alla mela deve evitare anche pera, pesca, albicocca, ciliegia, banana, noce, nocciola, finocchio, kiwi, prezzemolo, fragola, lampone, prugna. Per le compositae (artemisia e ambrosia), invece, fare attenzione a sedano, melone, anguria, arachide, camomilla, mela, banana, zucca, cicoria, castagna, carota, peperone, prezzemolo, nocciola, finocchio, anice, mango e girasole.
E le graminace (piante erbacee, con infiorescenze a spiga o a pannocchia)? Stare alla larga da frumento, melone, anguria, kiwi, mandorla, pomodoro, agrumi, pesca, albicocca, ciliegia, prugna. E infine i soggetti allergici alle urticaceae per scongiurare brutte sorprese non devono mangiare gelso, basilico, ortica, melone e ciliegie.
Anche baciare chi ha appena consumato frutta o ortaggi può scatenare una reazione. "Può comparire gonfiore delle labbra, alla bocca ma anche un edema della glottide. A volte – continua l’esperto – l’ingestione di questi alimenti vegetali cross-reattivi può provocare anche manifestazioni cutanee o respiratorie come ad esempio asma bronchiale. Si sono verificati anche casi di choc anafilattico".
Nessun commento:
Posta un commento